Vino: boom export in USA nel 2024, al top Brunello di Montalcino (+80%)

Edoardo Freddi: ‘Dazi? Non c’è motivo di farsi prendere dal panico‘. Osservatorio EFI sull’export dei vini: Veneto al primo posto tra le regioni (+15%), Toscana seconda (+7%). Nel 2025 il trend sarà l’esplorazione di aree emergenti.
Mentre il Vinitaly ha prontamente reagito ai dazi di Trump con la buona notizia di oltre 3.000 buyer provenienti dagli Usa, l’Osservatorio EFI (Edoardo Freddi International) che analizza ogni anno i dati relativi all’export dei vini italiani all’estero ha registrato nel 2024 un boom dell’esportazione di nostri prodotti negli States: il più esportato in assoluto è il Pinot Grigio che, rispetto al 2023, ha totalizzato un +5% nelle vendite; al secondo posto e sempre più apprezzato il Prosecco (+68% 2024 vs 2023). Sul gradino più basso del podio secondo l’Osservatorio EFI troviamo un rosso DOCG come il Brunello di Montalcino che però è quello che ha fatto registrare la crescita maggiore rispetto a un anno fa (+80%). Tutte le percentuali si riferiscono ai dati export a valore dal 1^ gennaio al 31 dicembre 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Poche ore fa il Tycoon ha annunciato l’imposizione del 20% di dazi nei confronti dell’UE.
Ma per l’imprenditore Edoardo Freddi “non c’è motivo di farsi prendere dal panico: la situazione avrebbe potuto essere molto peggiore. I nuovi dazi non rappresentano un ostacolo insormontabile per l’export italiano di vino negli Stati Uniti, un mercato che continua a mostrare una domanda stabile e un’economia solida. Il cambio favorevole, inoltre, contribuisce a mitigare eventuali impatti negativi sui prezzi finali per il consumatore americano. È fondamentale evitare reazioni impulsive, come l’introduzione di contromisure tariffarie, che potrebbero alimentare tensioni commerciali e penalizzare ulteriormente il settore. La strada migliore è quella del dialogo e della negoziazione, lavorando affinché si trovi un equilibrio che tuteli entrambe le parti. Il mercato americano rimane centrale per il vino italiano e sono necessari un approccio strategico e una visione di lungo periodo per continuare a crescere e rafforzare la nostra presenza”, ha dichiarato Freddi, principale esportatore di vini italiani. Essi sono garanzia di qualità e nuove cantine si affacciano al mondo dell’esportazione. “Ogni anno noi di EFI registriamo puntualmente le tendenze dell’export del mondo del vino italiano grazie alla collaborazione con le più prestigiose cantine della nostra penisola. Recentemente abbiamo annunciato quella con Vallepicciola, rinomata azienda vinicola situata nel cuore del Chianti Classico. La nostra missione è supportare le eccellenze vinicole italiane nella loro crescita internazionale proprio come Vallepicciola che ha iniziato un importante percorso di internazionalizzazione: i loro vini raccontano una storia di territorio e tradizione che siamo certi saprà conquistare il palato degli intenditori a livello globale, specialmente in Europa e in Asia”, ha dichiarato Edoardo Freddi. A livello assoluto, la classifica dei top 5 fine wine italiani esportati nel mondo nel 2024 vede in testa l’Amarone della Valpolicella che ha avuto una crescita del 20% rispetto al 2023. A seguire c’è ancora una volta la bollicina italiana preferita in USA, il Prosecco (+26%). Poi troviamo un vino bianco prestigioso come il Pinot Grigio (+8%). Tra i più richiesti nel 2024 anche il Valpolicella Ripasso (+10%) e il Montepulciano d’Abruzzo (+5%): un vino rosso chiude dunque la top 5.
Le regioni italiane che hanno esportato di più il vino nel 2024 sono:
La regione italiana che esporta di più in assoluto è il Veneto (+15%), a seguire nel 2024 troviamo la Toscana (+7%) e il Piemonte (-4%). Vicini in classifica Trentino-Alto Adige (stabile), Emilia-Romagna (+2%) e Lombardia (stabile). Vero e proprio boom dell’Abruzzo che si prepara ulteriormente a guadagnare posizioni nel 2025 (+18%). Bene un’altra regione del sud come la Puglia (+11%). Deludono un po’, ma rientrano comunque nella top 10 secondo l’Osservatorio EFI il Friuli-Venezia Giulia (+9% rispetto al 2023) e la Sicilia (-2%).
Trend export vini 2025:
Alla vigilia del Vinitaly 2025 secondo Edoardo Freddi: “Nel 2025 esploderanno alcuni nuovi trend per il settore vinicolo in Italia: uno di questi si sta già verificando, ossia l’esplorazione di regioni vinicole emergenti: negli ultimi anni, diverse regioni italiane stanno crescendo ed offrono alternative interessanti ai territori più blasonati. Tra queste, spiccano il Molise, con i suoi Tintilia strutturati, e la Calabria, che sta riscoprendo il potenziale del Gaglioppo e del Greco Bianco. Anche la Basilicata, patria dell’Aglianico del Vulture, sta conquistando l’attenzione di critici e appassionati. Queste regioni, grazie alla loro biodiversità e alla crescente attenzione alla qualità, stanno affermandosi come nuove protagoniste del vino italiano. Poi ci sarà un’ulteriore diffusione dei vini a bassa gradazione alcolica. Con l’adozione di stili di vita più salutari, c’è una maggiore richiesta di vini con un contenuto alcolico ridotto o nullo. Questi prodotti offrono un’alternativa per chi desidera gustare il vino senza compromettere il benessere, e la loro qualità è in costante miglioramento. Nel 2025 acquisteranno infine sempre più importanza i concetti di sostenibilità e vini naturali. I consumatori mostrano un crescente interesse per vini prodotti in modo sostenibile, inclusi quelli biologici, biodinamici e naturali. Questi vini sono realizzati con pratiche agricole rispettose dell’ambiente e con un uso minimo di additivi, rispondendo alla domanda di prodotti più autentici ed ecologici. Questo si traduce, anche, nella ricerca di packaging eco-friendly e sostenibili, in grado di ridurre l’impatto ambientale”.