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giovedì | 03-04-2025

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Imprenditore arrestato per bancarotta dalla Guardia di Finanza di Arezzo

Il provvedimento giudiziario trae origine da un’indagine particolarmente complessa, con la quale sono stati ricostruiti diversi episodi di distrazione di beni e risorse finanziarie avvenuti dal 2016 al febbraio 2019 (periodo in cui è stato dichiarato il fallimento), per un totale di oltre 580.000 euro. Sul 47enne, al quale sono stati notificati gli arresti domiciliari, ci sono gravi indizi del reato di bancarotta fraudolenta, perpetrato nella sua qualità di amministratore unico di una società, operante nel settore della produzione e commercializzazione orafa e di bigiotteria.

Le attività investigative hanno fatto emergere, in particolare, che l’imprenditore aveva distratto e/o dissipato risorse finanziarie della ditta fallita, addebitando spese per fini personali ed effettuando prelievi in contanti ingiustificati, assegnandosi compensi non previsti, creando poste di bilancio fittizie e gravando la società delle rate del leasing di una vettura di grossa cilindrata (in realtà nella sua esclusiva disponibilità), così “alleggerendo” le risorse dell’azienda con grave pregiudizio per i creditori.

Al fine di depistare gli accertamenti l’uomo, in sede di interrogatorio, ha dichiarato di essere stato sostituito nella carica di amministratore da un soggetto straniero non identificabile, né rintracciabile. Secondo l’autorità giudiziaria, il quadro indiziario a carico dell’imprenditore è ulteriormente aggravato da molteplici contestazioni di natura civilistica per inadempimenti contrattuali, oltre a una querela per truffa presentata da una società operante nel settore orafo contro il 47enne che agiva in veste di amministratore “di fatto” di un’altra società (apparentemente a lui estranea).

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