Arezzo, alberi crollati per il maltempo: rischio sfiorato nei parchi pubblici. Si apre dibattito

Le piogge e il vento degli ultimi giorni hanno causato il crollo di alcuni alberi nelle aree verdi di Arezzo. Fortunatamente, il maltempo e l’orario in cui si sono verificati gli episodi hanno evitato conseguenze più gravi. L’episodio più critico si è verificato a Indicatore, dove un grande abete, ormai privo di stabilità a causa dell’indebolimento delle radici, è caduto nel parco giochi per bambini, schiantandosi su un tavolo e una panchina in legno. Se l’incidente fosse avvenuto in un momento di maggiore affluenza, le conseguenze sarebbero potute essere ben più gravi. Un secondo albero, un imponente pino, si è sradicato dal terreno nel parco del Garbasso, nelle vicinanze del tribunale di Arezzo. La ditta incaricata ha delimitato l’area e avviato le operazioni di rimozione della pianta.
Sul tema è intervenuto l’assessore alla manutenzione e al verde pubblico, Alessandro Casi, sottolineando come questi episodi dimostrino la necessità di monitorare con attenzione lo stato di salute degli alberi cittadini: “È andata bene, ma questi episodi dimostrano quanto possa essere pericoloso il mancato monitoraggio delle piante e, quando necessario, il loro abbattimento. In casi come questi, le radici superficiali si sono sradicate dal terreno anche a causa delle forti piogge, rendendo inevitabile il crollo degli alberi.”
Anche il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Francesco Lucacci, ha commentato l’accaduto, evidenziando l’importanza di una gestione attenta del verde urbano e criticando chi si oppone al taglio delle piante in città: “Gli alberi in città non sono elementi naturali come in un bosco, vanno monitorati, controllati e tagliati quando necessario. Chi si oppone a questi interventi mette a rischio la propria e l’altrui incolumità. Questa è una natura artificiale, come diceva Leopardi, creata dall’uomo e che ha bisogno dell’intervento dell’uomo per essere gestita”.
Il dibattito sulla gestione del verde pubblico e sulla necessità di interventi preventivi per garantire la sicurezza dei cittadini resta quindi aperto, mentre si continua a lavorare per rimuovere gli alberi caduti e prevenire ulteriori criticità dovute alle condizioni meteorologiche avverse.
“Ogni albero abbattuto è il simbolo di una manutenzione mancata e del mancato assolvimento del dovere di un ente pubblico”, dichiara il consigliere comunale di opposizione Michele Menchetti. “Apprendo dai media che un consigliere comunale di maggioranza invoca un ‘attento monitoraggio’ degli alberi cittadini. Concordo, ma è doveroso ricordare che questo monitoraggio è una responsabilità dell’amministrazione di cui lui e il suo partito sono parte integrante da quasi un decennio. Per cui mi corre l’obbligo di dire: benvenuto nel regno della consapevolezza. Aggiungerei: finalmente.
È risaputo che alcune specie arboree non sono adatte al contesto urbano e che oggi paghiamo le conseguenze della superficialità passata. Tuttavia, questo non giustifica fare ‘terra bruciata’ del patrimonio arboreo, fortemente indebolito da 10 anni sconsiderati. Lo dicono i numeri ufficiali forniti dagli uffici comunali sugli abbattimenti e le piantumazioni, numeri che evidentemente il consigliere sembra dimenticare. E sia chiaro che nessuno sostiene che gli alberi siano inamovibili, ma è evidente che ogni intervento di abbattimento debba essere preceduto da una manutenzione corretta e costante e supportato dalla relazione di un agronomo.
Il consigliere, poi, afferma come negli alberi non ci sia alcunché di naturale. Parole che si descrivono da sole, per la loro mancanza di buon senso e per sottacere una strategia di mascheramento delle gravi mancanze della sua parte politica in materia di ambiente e natura.
Infine, persiste la polemica contro i comitati. La destra aretina continua a dimostrare insofferenza verso i cittadini che si organizzano e portano avanti battaglie importanti, come a Saione, dove sono stati salvati alberi sani destinati all’eliminazione, o in via Sicilia in opposizione all’installazione dell’oramai famigerata antenna”.