Arezzo va controcorrente: nascite in aumento mentre in Italia si parla di inverno demografico

AREZZO — In un Paese che si avvicina sempre più ad essere definito “vecchio”, con una natalità ai minimi storici, Arezzo si prende la scena segnando un piccolo ma significativo segnale di inversione di tendenza. Nel 2024, infatti, nel territorio provinciale si è registrato un aumento dell’1,5% delle nascite rispetto al 2023, con 1.836 nuovi nati (1.351 all’ospedale San Donato di Arezzo e 485 alla Gruccia di Montevarchi) contro i 1.809 dell’anno precedente. Ancora più evidente è l’incremento rilevato in città, dove le nuove registrazioni all’anagrafe comunale hanno segnato un +2,6% rispetto al 2023 e un +7,5% rispetto al 2022, con 610 bambini iscritti nel 2024.
Il dato stride con il quadro generale. In Italia il 2024 ha chiuso con circa 370.000 nascite, in calo del 2,6% rispetto al 2023 e segnando il minimo storico dall’Unità d’Italia. Anche la Toscana, pur tenendosi sopra la media nazionale, ha registrato un lieve calo dello 0,7%, scendendo a 20.700 nati contro i 21.487 del 2023.
Arezzo, una “primavera” demografica
“L’Italia è un Paese dove si invecchia costantemente, con una natalità che non riesce più a compensare il saldo demografico negativo – osserva l’Istat – eppure ad Arezzo sembra sbocciare una timida primavera”. Il dato positivo, pur restando una “piccola goccia” rispetto alla vastità del fenomeno, viene letto dagli osservatori come un segnale incoraggiante.
Tanti: “Siamo la città della vita”
Soddisfatta la vicesindaco e assessore alle politiche sociali Lucia Tanti, che commenta:
“Arezzo è la città della vita. In un contesto nazionale e regionale di inverno demografico, qui bambini e bambine nascono di più. Il dato 2024 è chiaro: +2,6% rispetto al 2023 e +7,5% rispetto al 2022. Si tratta di un risultato che certamente ha molteplici ragioni, ma è innegabile che anche i tanti investimenti fatti in politiche per l’infanzia e politiche familiari abbiano restituito fiducia e rassicurazioni concrete alle famiglie aretine. Grazie al quotidiano La Nazione che ha per primo diffuso la notizia”.
Tra i fattori che negli ultimi anni hanno contribuito a migliorare il clima per chi decide di mettere su famiglia in città, si segnalano l’ampliamento dei servizi per l’infanzia, l’aumento dei posti nei nidi comunali, l’introduzione di tariffe agevolate e incentivi per le famiglie numerose.
Un piccolo segnale, ma importante
L’incremento, pur contenuto, diventa simbolico in un quadro nazionale che vede il tasso di fecondità fermarsi a 1,18 figli per donna, ben al di sotto della soglia necessaria per il ricambio generazionale. Arezzo sembra quindi rappresentare un esempio di resilienza demografica. “Non sarà un dato risolutivo — prosegue Tanti — ma è una base su cui continuare a lavorare”.