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sabato | 05-04-2025

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Arezzo, veglia per la pace, Duomo gremito. E spuntano bandiere dell’Ucraina – Foto

I giovani di Rondine Cittadella della pace hanno lanciato le loro testimonianze. Tra di loro anche una ragazza russa: “Provo vergogna, il mio Paese sta attaccando i fratelli ucraini. Molti nella mia terra stanno lavorando per fermare quello che sta accadendo. Siamo a fianco dei cittadini ucraini, nei nostri cuori c’è la pace“.

Preoccupazione e dolore” per lo scenario drammatico in Ucraina e “vicinanza alla comunità del Paese”, così il vescovo Riccardo commenta il difficile momento che, come uno squarcio, preoccupa e sgomenta ciascuno di noi. “Ogni conflitto porta con sé morte e distruzione, provoca sofferenza alle popolazioni, minaccia la convivenza tra le nazioni. La guerra va fermata! La follia, che sempre l’accompagna, deve essere fermata ed eliminata” – ha detto ancora il Vescovo di Arezzo, Cortona e Sansepolcro Riccardo Fontana. “La preghiera è la nostra grande forza e, per questo, la Chiesa diocesana – assieme alla Comunità di Camaldoli e a Rondine-Cittadella della Pace -, è riunita in Cattedrale per una veglia di preghiera per invocare il dono della pace, che ogni essere umano ha diritto di pretendere”- conclude il Presule, che poi annuncia l’attivazione di una raccolta di aiuti in favore del popolo ucraino tramite la Caritas diocesana.

Ci troviamo di nuovo nell’angoscia e nel dolore“, ha detto il presidente di Rondine Cittadella della Pace, Franco Vaccari. “Lo spettro della guerra in Ucraina che serpeggia da mesi è ormai un fatto conclamato. Siamo nel cuore dell’Europa! La guerra per noi europei è percepita come qualcosa che sta da altre parti del mondo, ma mai in Europa. Noi europei ci pensiamo come quelli che hanno messo la guerra nei musei. Oggi per la prima volta dopo decenni, invece, ci invade e ci impone di scrollare la polvere che si è depositata sulle memorie conservate nei musei e guardare la guerra con gli stessi occhi dei giovani di Rondine che da venticinque anni ci permettono di tenere vigile la coscienza: la guerra è una realtà, disumana e inaccettabile, ma una realtà anche se da noi percepita lontana. Oggi non possiamo permetterci di pensare che non ci riguardi. Serve un’educazione a un nuovo modo di stare nella crescita civile, un’educazione alla cittadinanza che sappia dire qualcosa di adatto a costruire il terzo millennio in pace. Una cittadinanza proattiva nei confronti delle istituzioni, che chiami dal basso costantemente le istituzioni alle loro responsabilità, senza smettere di ricucire le società ferite, costruendo pazientemente legami di affetto e di volontà, di impegno per una comune causa: la pace come processo di differenze che si incontrano e si rispettano“.

Questa sera sono stato in Cattedrale per la veglia di preghiera per la pace tra Russia e Ucraina. Il nostro Duomo era gremito – scrive sui social il Sindaco di Arezzo Alessandro Ghinellila risposta più forte, più consapevole, più sentita che la città poteva dare per testimoniare il proprio desiderio di pace e la propria scelta a favore del dialogo. Partecipazione e raccoglimento sinceri, per dire no alla guerra e perché questo conflitto drammatico qui, nella nostra Europa, cessi immediatamente. Stasera dalla nostra città, solidale e generosa, è partito un messaggio di pace sincero e pieno di speranza. Questa guerra non è lontana o estranea: deve finire, subito. Perché come ha detto San Giovanni Paolo II “la guerra è un’avventura senza ritorno”.

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