“Educazione alla Pace e alla Trasformazione dei Conflitti”, il progetto Rondine a Didacta

Presentato il progetto di Rondine sostenuto dalla Regione Toscana nell’ambito della Fiera Didacta. “Trasformare i conflitti per praticare la pace” questo il titolo dell’evento che ha visto protagonista l’Associazione Rondine Cittadella della Pace questa mattina all’interno della Fiera Didacta a Firenze in una Sala della Scherma gremita di studenti da tutta la Toscana. Un spazio per riflettere sul futuro della scuola e sul contributo che il Metodo Rondine offre a studenti e insegnati per imparare a riconoscere il conflitto come elemento inevitabile della quotidianità ma anche per trasformalo in modo creativo, in opportunità, sviluppo personale e collettivo. Un’occasione per presentare il progetto Educazione alla Pace e alla Trasformazione dei Conflitti che Rondine realizza con il sostegno del PR FSE+ 2021-2027 della Regione Toscana, e che prevede un percorso rivolto alle scuole toscane per promuovere la cittadinanza globale attraverso la partecipazione attiva di docenti, studenti e studentesse.
“La Toscana è terra di pace e Rondine si inserisce pienamente in questa vocazione della nostra terra: per questo accompagniamo e sosteniamo con piena convinzione un percorso educativo che si inserisce perfettamente in questo momento storico attraversato da un aumento dei conflitti armati. Sono contento che il respiro cosmopolita di Rondine entri sempre di più nelle scuole toscane”. Questo il messaggio che il presidente della Regione Eugenio Giani ha inviato per accogliere l’iniziativa.
“In un momento di grandi tensioni e di conflitti a livello internazionale, come Regione crediamo di dover rafforzare il nostro impegno affinché la scuola possa essere davvero il luogo dove si promuove la costruzione di ponti e non di muri, dove si educa alla pace” ha dichiarato Alessandra Nardini, Assessora all’Istruzione della Regione Toscana. “Siamo fortunati – ha proseguito – ad avere nel nostro territorio una realtà come la Cittadella della pace di Rondine, che da anni porta avanti un lavoro straordinario di educazione alla pace con il metodo innovativo del confronto e della condivisione tra ragazze e ragazzi che vengono da contesti di conflitto coinvolgendo scuole, istituzioni e società civile. Abbiamo deciso di investire su questo progetto perché crediamo nell’importanza del dialogo e della diplomazia come strada maestra per affrontare i conflitti, nel segno della nostra Costituzione antifascista, che resta il nostro faro. L’articolo 11, scritto dalle madri e dai padri Costituenti dopo la seconda guerra mondiale, lo dice con molta chiarezza: non è la guerra la strada.”
“Non dobbiamo solo pensare a fermare la guerra oggi ma lavorare per cambiare la cultura degli uomini per garantire un futuro di pace”. Ha affermato Bernard Dika, Portavoce e responsabile del progetto Giovanisì. “Se iniziamo a non accettare più la violenza e la guerra come modo di stare insieme allora il cambiamento sarà reale e duraturo. Allora grazie Rondine per quello che fa”. Non è mancato il saluto di Giovanni Galli, Consigliere regionale da anni vicino all’esperienza di Rondine come ha ricordato “Il conflitto non si combatte ma si trasforma: questo il messaggio di Rondine che mi accompagna da anni. Quindi grazie a Rondine per il suo lavoro”.
Tra gli interventi istituzionali anche quello di Lorenzo Pierazzi, Dirigente dell’Ufficio Scolastico territoriale di Arezzo che ha portato i saluti del Direttore dell’USR Toscana Pellecchia. “Rondine va vissuta, bisogna andarci, è un’esperienza incredibile – afferma Pierazzi – Il lavoro di Rondine parte dai grandi conflitti globali, un’esperienza concreta da cui è nato un Metodo che oggi è arrivato nelle nostre classi. Perché tutto è conflitto ma può diventare anche una risorsa per noi stessi e per praticare la pace”. Pierazzi ha inoltre ricordato il protocollo formato dal Ministero dell’Istruzione nel 2023 che favorisce la diffusione del Metodo Rondine nella scuola italiana rafforzato dal recente documento d’intenti firmato anche dall’Ufficio scolastico Regionale per rendere sempre più attuativa la collaborazione tra Rondine e gli Istituti scolastici della Regione.
Quindi i saluti istituzionali di Rondine portati da Luca Roti, consigliere d’amministrazione e dal video messaggio del presidente Franco Vaccari. “Siamo molto grati alla Regione Toscana che grazie a questo progetto ci offre l’opportunità di diffondere un messaggio di forte speranza”. Afferma Vaccari. “Siamo attoniti e disorientati di fronte alle notizie che arrivano dal mondo e che ogni giorno generano angoscia”. Gli scenari attuali rappresentano una sfida anche per la scuola che deve ripensare il proprio stare in una realtà fortemente conflittuale e accelerata. Allora il Metodo Rondine, nutrito dalle esperienze dei giovani di Rondine, oggi è offerto alla scuola per ridare forza alla relazione; creando un habitat della fiducia in cui insieme si possa condividere e costruire; imparando a stare bene nella scuola. Un’innovazione radicale che posta nel cuore della scuola: il conflitto non deve farci paura”.
Focus sul progetto quindi con Marta Chiesa, Responsabile Area Scuola di Rondine, e Noam Pupko, Responsabile del Quarto Anno Rondine, che hanno presentato nel dettaglio le attività previste dal percorso Educazione alla Pace e alla Trasformazione dei Conflitti a partire dai 20 eventi di sensibilizzazione nelle scuole toscane che andranno a coprire ogni singola provincia, offrendo approfondimenti teorici alternati a lavoratori pratici. Un cammino che andrà a convergere nella Marcia per la Pace e nel festival internazionale sul conflitto “Youtopic Fest”, che ogni anno anima la Cittadella di Rondine e che quest’anno si terrà dal 6 all’8 giugno e avrà tema l’ImmaginAzione: il futuro come incubo o come sogno? Perchè Immaginare non è fantasticare. Immaginare è sognare come preludio al progettare il cambiamento. È frutto e alimento di ogni relazione: il noi orientato al futuro. È il passaggio obbligato verso il futuro: una soglia personale e collettiva, un conflitto generativo. Nessuna crescita, nessuno sviluppo – personale o sociale – avviene senza averlo prima progettato, insieme.
Ampio spazio quindi alle testimonianze dei e delle giovani dei programmi World House e Quarto Anno, il cuore pulsante dell’evento: Carlos Alberto, studente colombiano della World House e Viktorija, studentessa serba hanno condiviso la loro esperienze di convivenza e dialogo. Con loro anche Giacomo Parini e Anna Iacci, ex studenti del Quarto Anno a Rondine, che hanno raccontato il loro percorso e l’impatto del progetto sulle loro vite.
L’incontro è stato moderato da Paolo Caldesi della Regione Toscana.