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venerdì | 04-04-2025

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Arezzo, donna muore in sala operatoria prima dell’intervento: indagati tre anestesisti

AREZZO – Tre anestesisti risultano indagati per la morte di Roberta Mazzuoli, 48 anni, avvenuta lo scorso venerdì 28 marzo nella sala operatoria della clinica San Giuseppe Hospital di Arezzo. La donna, residente ad Abbadia San Salvatore e dipendente di un supermercato di Piancastagnaio, è deceduta a causa di una crisi respiratoria acuta insorta prima dell’avvio di un intervento chirurgico di decompressione delle orbite oculari, di natura otorinolaringoiatrica.

Secondo quanto ricostruito, la paziente è entrata subito in stato critico dopo la somministrazione dell’anestetico, senza che l’équipe avesse il tempo di iniziare l’operazione. I tre medici iscritti nel registro degli indagati sono l’anestesista presente in sala operatoria al momento dell’accaduto, il collega intervenuto nella fase successiva e l’anestesista che aveva seguito la paziente durante la fase di pre-ospedalizzazione.

L’inchiesta, coordinata dalla procura di Arezzo con il pm Laura Taddei, è stata avviata dopo la denuncia presentata dal marito della donna ai carabinieri di Abbadia San Salvatore. Sono già stati sequestrati la cartella clinica e tutta la documentazione sanitaria relativa al caso. Nei prossimi giorni saranno sentiti i testimoni e saranno approfonditi eventuali profili di responsabilità legati alle procedure preoperatorie e alla gestione dell’anestesia.

Il fascicolo è aperto per l’ipotesi di omicidio colposo. Gli avvisi di garanzia, notificati ai tre specialisti, costituiscono al momento un atto dovuto per consentire la nomina di consulenti in vista dell’autopsia, affidata al professor Mario Gabbrielli dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Siena e prevista per domani, salvo cambi di programma.

Determinante sarà anche la relazione di un consulente specializzato in anestesia e rianimazione, che dovrà chiarire le cause precise della crisi respiratoria e valutare l’adeguatezza delle procedure seguite.

Roberta Mazzuoli lascia un figlio sedicenne, il compagno e l’intera comunità di Abbadia, dove era molto conosciuta. Solo poche ore prima dell’intervento aveva salutato il compagno con un “ci vediamo tra poco”.

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