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domenica | 06-04-2025

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Dazi USA, la Toscana perde 420 milioni di PIL. A rischio oltre 5mila posti di lavoro. Giani convoca le categorie economiche

Un colpo durissimo per l’economia toscana: secondo uno studio condotto da IRPET, l’entrata in vigore dei nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti ai prodotti europei costerà alla Toscana circa 420 milioni di euro in termini di PIL, con oltre 5.300 posti di lavoro a rischio. L’effetto domino colpisce in modo particolare l’agroalimentare, il vino, il marmo e l’industria della moda, con impatti differenziati ma significativi anche sul comparto meccanico e nautico.

I nuovi dazi, varati dagli USA nell’ambito della guerra commerciale con l’Europa, penalizzano in modo diretto le esportazioni di qualità di cui la Toscana è simbolo nel mondo. Dallo studio emerge che circa 2.700 imprese toscane sono coinvolte, molte delle quali sono piccole e medie aziende che fanno dell’export il proprio canale commerciale principale.

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha espresso forte preoccupazione per le conseguenze a breve e lungo termine: «I dazi sono una misura ingiusta e dannosa, che rischia di compromettere la competitività dei nostri settori più forti, colpendo in particolare le PMI, vero motore della nostra economia».

Giani ha già sollecitato il Governo italiano e l’Unione Europea a intervenire con urgenza, chiedendo un’azione diplomatica per aprire un tavolo negoziale e disinnescare un’escalation dagli effetti potenzialmente devastanti. Ma al tempo stesso la Regione è pronta a fare la propria parte. «Stiamo lavorando a nuove misure di sostegno per le imprese colpite e a una promozione rafforzata dei prodotti toscani verso mercati alternativi a quello statunitense», ha dichiarato il presidente.

Per affrontare direttamente la questione con i soggetti coinvolti, martedì 8 aprile alle ore 11:00 è stato convocato un incontro con le categorie economiche interessate. Il confronto si terrà nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza regionale. Al termine dell’incontro, è previsto un punto stampa in cui verranno condivisi aggiornamenti e le prime ipotesi di intervento.

I settori più esposti sono quelli ad alto valore aggiunto e forte vocazione all’export, come il vinicolo, già duramente colpito da precedenti dazi nel 2019 e la moda di fascia medio-alta, che vede negli Stati Uniti uno dei mercati più ricettivi. A questi si aggiungono il settore lapideo, con le esportazioni di marmo e lavorati, e quello della meccanica di precisione.

Secondo l’IRPET, ogni 100 milioni di euro di esportazioni colpite dai dazi, si rischia la perdita di 1.260 posti di lavoro, tra diretti e indiretti. Numeri che impongono un intervento rapido e coordinato.

L’incontro di martedì si preannuncia come un primo banco di prova per testare la capacità di risposta del sistema toscano a una crisi commerciale che, se non arginata, rischia di minare uno dei pilastri economici della regione: l’internazionalizzazione.

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