Desertificazione #5. Ricetta Gori: “Salvaguardare e rigenerare, ma il tempo stringe”. E propone una cabina di regia

La desertificazione dei negozi e dei servizi essenziali, in particolare nei piccoli centri, è un fenomeno che desta crescente preoccupazione. In base alla più recente analisi di Confesercenti, nel 2024 in Toscana hanno chiuso ogni giorno 10 negozi contro i 4,2 che hanno aperto, con un rapporto di 2,4 e un totale di 3645 chiusure nell’anno. Abbiamo sentito il vice presidente di Confesercenti Arezzo, Lucio Gori, che ci offre una visione d’insieme della situazione, con un focus particolare relativo a Cortona e Camucia.
Cortona e Camucia, quali sono le differenze e lo stato di salute dei punti vendita dei due centri?
“Cortona, la realtà turistica per eccellenza della nostra provincia, ha sempre maggiormente assistito alla trasformazione della sua offerta commerciale ad uso turistico, positivamente ad una prima valutazione, ma non mancano criticità e segnali da attenzionare, si direbbe. Camucia ha sempre avuto una vocazione più commerciale e con ampia presenza di servizi del terziario. Lo stato di salute delle sue attività è purtroppo da alcuni anni molto pesante”.
Qual è la situazione attuale dei negozi nel centro storico? Quanti hanno chiuso negli ultimi anni e quanti sono ancora aperti?
“Cortona vanta ancora numeri importanti, ma dalla sua rete commerciale sono progressivamente scomparsi i negozi di vicinato classici, la bottega alimentare ad uso dei residenti e dei turisti, quelli di biancheria intima e per la casa. Quelli presenti, vivono quasi solo di turismo, lavorano maggiormente da aprile a metà novembre. Troppe poche le attività che restano aperte tra gennaio e marzo. Cortona, in questa progressiva trasformazione, è divenuto uno dei centri storici con la più alta concentrazione di pubblici esercizi in Toscana“.
Quali sono le cause principali della chiusura dei negozi di Camucia?
“Per i negozi di abbigliamento, sport e calzature è evidente che la presenza di un outlet a pochi chilometri di distanza, nonchè la liberalizzazione dei giorni e degli orari di apertura dei grandi centri commerciali ad Arezzo ed in Umbria, hanno giocato un ruolo importante nella progressiva crisi della rete commerciale di Camucia, che, possiamo dirlo, paga anni di sviluppo urbanistico non adeguato, mancando di luoghi adeguati di socializzazione intergenerazionale. Per i piccoli negozi alimentari e macellerie, invece, i recuperi urbanistici intervenuti dal 2000 in poi hanno finito per allargare la distribuzione organizzata sul territorio. In generale: le conseguenze sono una progressiva desertificazione commerciale, con quasi 50 fondi sfitti solo tra via Matteotti, via Regina Elena, Via Lauretana“.
Quali sono le conseguenze della chiusura dei negozi per il centro storico?
“Principalmente di penalizzare che ci vive quotidianamente o ci vorrebbe soggiornare per periodi prolungati. Di fatto, occorre spostarsi in auto a Camucia per gran parte degli acquisti alimentari o per usufruire di altre tipologie ormai assenti a Cortona. Chiaramente, le persone anziane, in questa situazione, sono penalizzate, se non autosufficienti negli spostamenti”.
Quali sono le possibili soluzioni per contrastare la chiusura dei negozi sia del centro storico di Cortona che di Camucia?
“La sfida sarebbe quella di salvaguardare e rigenerare. Ma il tempo stringe. Perché se da un lato è vero che alla base dell’impoverimento delle rete commerciale c’è un problema di domanda ed offerta, di cambiamenti nelle abitudini e modalità di acquisto, sempre più con acquisti online, su cui servirebbero interventi ancora più incisivi a livello nazionale, a livello locale, riterremmo, come Confesercenti, che occorrerebbe un maggiore sforzo degli amministratori. A Camucia, ad esempio, l’impegno su Piazza Sergardi e via Lauretana è stato importante e per gran parte della cittadinanza positivo, ma a fronte di chiusure recenti di attività commerciali, che ci sono state negli ultimi mesi e di altre a breve, segnala come forse servirebbe un pacchetto più ampio, con incentivi, sgravi, scelte moderne e rapide, su servizi pubblici moderni ed inclusivi. Da una biblioteca comunale ad una sala civica polifunzionale, insomma ribaltare lo slogan ‘se vive il commercio vive il centro’, in quello ‘se creiamo maggiori motivi per vivere un centro, forse aiutiamo a vivere anche il commercio‘.
Secondo noi sarebbe veramente l’ora di dotarsi di quella cabina di regia che grazie a consulenti esterni sulle diverse tematiche, coinvolgendo di volta in volta imprese, residenti, associazioni, possa analizzare, studiare e tradurre le attuali criticità in proposte e misure più adeguate. A Cortona, invece si renderebbe necessario favorire una maggiore destagionalizzazione con una programmazione degli eventi molto anticipata ed unita a misure di defiscalizzazione. D’estate, inoltre, considerato che le temperature sempre più calde condizionano orari ed usi dei turisti, che tendono a salire da case-vacanze ed agriturismi sempre più tardi, forse andrebbe provata e sostenuta economicamente una formula che, in un giorno fisso della settimana, veda un’apertura serale prolungata. Alla base di tutto, c’è però la necessità fondamentale di politiche di ripopolamento del centro storico e la necessità di trovare soluzioni sul tema affitti e compravendite, a favore di coloro che intendano risiedere nel centro storico, ma che al contempo tutelino ed incentivino anche gli stessi proprietari a credere in questa formula, anziché su quella, ad esempio, delle sole locazioni turistiche brevi”.
Quali sono le maggiori difficoltà che i commercianti incontrano nella gestione dei loro negozi?
“Diciamo che sia a Cortona che a Camucia incidono certamente alcuni fattori come il mancato ricambio generazionale ed il costo degli affitti dei fondi commerciali, che sia a Cortona per alcuni aspetti, che a Camucia per altri, necessiterebbe di misure di defiscalizzazione o incentivi nuovi e funzionali al sostegno delle attività già presenti e di future start up. Viabilità e parcheggi chiaramente incidono su di una percezione negativa da parte dei clienti, che preferiscono recarsi altrove.
Soffre la rete commerciale in sede fissa ma numeri alla mano, anche il commercio ambulante ed i mercati hanno evidenti difficoltà”.
Qual è la situazione del commercio ambulante a Camucia, Cortona ma più in generale in Valdichiana?
“Il commercio ambulante soffre. I dati regionali sono chiari. Un crollo verticale. Nel quinquennio 2018-2023, in Toscana, le imprese attive del settore sono passate da 13.453 a 11.202, subendo un calo del 16,7%. Non è immune la nostra provincia. Mancanza di ricambio generazionale, costi fissi sempre più alti tra suoli, carburanti, assicurazioni, le condizioni meteo, l’incertezza sul rinnovo delle concessioni, che stanno perdendo drasticamente il loro valore commerciale, sono solo alcune delle criticità del settore. I clienti trovano sempre meno varietà, la qualità del prodotto a volte rappresenta un limite e non un valore aggiunto, in un tipo di clientela, sempre più ridotta e con una sempre minore capacità di acquisto. Il mercato di Cortona resiste, ma per lunghi periodi dell’anno ha pochi clienti, dovuto proprio anche alla mancanza di residenti, si rianima e diventa luogo di animazione turistica e sociale con la primavera ed in particolare con l’arrivo dei turisti. Servirebbe prevedere un canone occupazione del suolo ridotto in alcuni periodi dell’anno. Il mercato di Camucia continua ad essere il principale in Valdichiana aretina. Anche in questo caso, ci sono fattori locali e non solo, che incidono sulla sua perdita di attrattività commerciale. Camucia ha sempre avuto nel settore alimentare il suo punto di forza, ma paga, soprattutto per il settore ortofrutta e quello dell’ittica, la concorrenza delle grande distribuzione.
Servirebbe rivedere gli assetti del mercato, per dare un assetto più equilibrato, investire di più nella sua promozione, anche come experience stessa per i tanti turisti che possono trovarvi prodotti, sapori, che trovano gradimento ed apprezzamento in tante famiglie straniere che amano perdersi tra le offerte degli operatori presenti”.