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lunedì | 07-04-2025

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8 marzo, da Donna a Donna: Laura Falcinelli si racconta a Bianca Sestini

Il Laura Falcinelli Quartet (la voce di Lawra insieme a Mauro Maurizi, Alessandro Morgantini e Simone Bruschi) ha suonato e cantato durante la serata in onore di alcune importanti personalità aretine.

A proposito di eccellenze, il curriculum di Laura Falcinelli parla chiaro. Jovanotti, i Negrita, Biagio Antonacci, Gianna Nannini sono nella lista delle sue collaborazioni italiane all’attivo. Dopo aver partecipato a Sanremo Giovani nel 2000, insieme al jazzista Bozorius – con l’album che da lui prende nome – si è aggiudicata nel 2006 il premio L. A. Music Awards per la categoria New Jazz. Ciliegina sulla torta, una nomination come Artist of the Year e Single of the Year con il suo brano Very nice.

Bianca: Che significato ha avuto per lei partecipare alla serata del Premio Pietro l’Aretino?

Laura Falcinelli: Mi ha fatto molto piacere, è un onore per me essere stata invitata a cantare. Intanto perché si premiano dei personaggi che fanno cose meravigliose ad Arezzo e poi perché adoro il Petrarca e amo la mia città.

Bianca: Lei è diplomata in pittura all’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Come mai la virata verso la musica?

Laura Falcinelli: In realtà durante gli anni in cui frequentavo l’Accademia di sera cantavo. Ho iniziato a 16 anni a fare serate nei locali. Ho sempre affiancato la passione per l’arte alla musica perché sono mondi della stessa famiglia, molto vicini. Si tratta di creatività, però la musica è sicuramente il mio grande amore.

Bianca: Le sue canzoni vengono definite un mix di generi diversi: pop, rock, soul, jazz, funky, rap. Quanto studio c’è dietro il suo stile?

Laura Falcinelli: Ci sono tanti anni di ascolto, esperienze, collaborazioni e sì, sicuramente anche anni di studio di canto. La musica è un mondo immenso, ogni volta che ti affacci a qualcosa senti di non sapere niente, ma lo attraversi: è un viaggio. Raccolgo tanti stili musicali perché li ho vissuti e trovo che sia molto contemporaneo miscelarli insieme. Siamo meno rigidi, più fluidi del passato. Io ho cominciato tanto tempo fa a mischiare i generi e credo che quello che stiamo vivendo sia un momento in cui questo approccio emerge più facilmente.

Bianca: Ha lavorato con artisti importanti, italiani e stranieri. Che consiglio darebbe a un cantautore emergente?

Laura Falcinelli: Non andare dietro alle mode e al fascino del successo, ma inseguire la verità e la libertà. Secondo me sono le due cose che fanno la differenza per un artista – forse alla lunga, ma la fanno. Sembra banale, ma gli suggerirei di parlare di quello che prova. La verità si sente, se se ne ha un profondo rispetto si scrive sicuramente qualcosa che ha un significato per qualcun altro. I testi delle nostre canzoni scaturiscono da un bisogno, un’urgenza nostra ma poi deve arrivare a qualcuno.

Bianca: C’è qualche nuovo progetto a cui sta lavorando per il prossimo futuro?

Laura Falcinelli: Ho scritto e registrato tantissimo per un anno. Sono davvero contenta, è stata un’esperienza faticosa ma molto bella. Usciranno dei nuovi video, con musica originale e tanti gruppi, fra cui uno di musica elettronica con fisarmonica, chitarra gitana, un altro che ha dentro della classicità. Ci sono un miscuglio di mondi e dei musicisti straordinari. Presto partiranno i concerti. E poi c’è il lavoro insieme a Francesco Rossi, dj e produttore aretino di livello internazionale, con cui ho scritto un brano cantato da una ragazza americana pazzesca.

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