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lunedì | 07-04-2025

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Arnaldo Rossi porta a Cortona “Osti, vini e posti”: Nino Barraco è il primo ospite di “Pane e Vino”

Con il ciclo di serate intitolato Osti vini e posti, il titolare Arnaldo Rossi presterà a colleghi stimati i fornelli della sua trattoria per portare sulla collina cortonese sapori, costume e tradizione di varie zone del Bel Paese. Per questa missione i narratori che Rossi ha assoldato sono vignaioli e osti, ambasciatori perfetti anche oltre il perimetro angusto e turistico della buona cucina fuori dal suo contesto originario.

A tenere banco nel primo appuntamento sarà il produttore vinicolo Nino Barraco, che traghetterà i partecipanti nella terra di Marsala. Pietanze e vini in menù come strumento di teletrasporto nel cuore della Sicilia occidentale.

Il programma di “Osti, vini e posti”

Bianca: Che innovazione porta questa iniziativa nel panorama delle serate-evento al ristorante?

Arnaldo Rossi: L’idea è di svincolarmi dalle classiche occasioni in cui i produttori parlavano esclusivamente del loro vino e lo facevano degustare durante la cena. Ne abbiamo organizzate tante negli anni passati, per un certo periodo hanno funzionato, poi sono diventate una cosa un po’ inflazionata. La gente veniva a cena, mangiava e beveva contenta, ma se alla fine domandavi cosa avesse sentito si era già dimenticata. Quel che cerco di fare è di non limitarmi al mondo del vino ma andare a raccontare tutto il contesto che ci gira intorno. Una volta un vignaiolo, una volta un oste vengono da me a parlare del loro ambiente. L’intento principale è quello di riconoscere il giusto valore al lavoro dell’oste, che è colui che non ti fa soltanto mangiare ma ti accoglie nell’esperienza che stai facendo attraverso il cibo. Questa figura è sempre più difficile da trovare, quelli bravi sono pochi. Ho cercato amici e colleghi, per quella sera il mio locale diventa loro. Quando non ho trovato degli osti, saranno i vignaioli a fare le loro veci, raccontando più il loro territorio che i loro vini.

Bianca: Un viaggio in giro per quell’Italia che i suoi avventori non sempre conoscono a fondo.

Arnaldo Rossi: Esatto. Ho inserito anche un momento goliardico: facciamo una sorta di quiz a risposta multipla. Viene distribuito a tutti i partecipanti un questionario che ci serve come spunto per raccontare le varie località. Sono 10 domande a crocette a cui i clienti dovranno rispondere per guidare il discorso dell’oste. Per esempio, per Marsala saranno l’aggancio per parlare delle saline, della pesca del gambero rosso, dei vitigni tipici e dei templi greci. Chi vince, riceverà in omaggio una bottiglia di vino.

Bianca: Da dove provengono i colleghi che ha invitato in taverna?

Arnaldo Rossi: In due occasioni ci saranno produttori di vino, rappresentanti della Sicilia e della Calabria, in altre tre gli osti. Vengono da Parma, Venezia e Roma. Ci saranno quei prodotti ormai caduti in disuso perché non più economicamente convenienti da lavorare, ma salvati e promossi dalla Slow Food che dà loro visibilità. Il pane di Castelvetrano, l’olio delle olive Nocellara, la vastedda della Valle del Belice, il miele delle api nere. Non è un’iniziativa facile da organizzare, devi avere almeno un po’ di contatti e di esperienza. Gli osti sono entusiasti, anche se portarli via dalle loro trattorie di venerdì è un problema. L’idea è quella di creare un gruppo che si sposta in “tournée”, ho proposto loro uno scambio: la prossima volta andrò io.

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