C’è anche una poesia su Arezzo nella nuova raccolta di Fabio Strinati

Pubblicato da Transeuropa Edizioni, il libro è solo la più recente fatica letteraria di Strinati, 36enne di San Severino Marche “conteso” fra la passione per la poesia e quella per la musica. La sua prima opera “Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo” risale al 2014. Da allora Strinati non si è più fermato: con almeno una pubblicazione all’anno, la sua creatività artistica ha preso velocità nel tempo, fino a “Lungo la strada un cammino“. “Un’opera colta, matura, un diario di bordo pregno di esperienze visive e interiori“, lo definisce lo scrittore e poeta di Esanatoglia, in provincia di Macerata.
Fra i componimenti della raccolta, Strinati ha scritto anche alcuni versi dedicati ad Arezzo. “Una città a me molto cara, sia sotto l’aspetto artistico che sotto quello affettivo“, spiega l’autore. “L’ho visitata moltissime volte, come turista e come studioso autodidatta del territorio“. È questo il legame da cui è scaturita “Arezzo dorata“. Eccola su Arezzo24, in onore di un aretino molto speciale.
Arezzo dorata
a Guido Monaco d’Arezzo
Il fiume Clanis (ora sommerso)
che di grano imbalsamato
o farro dal seme monospermo,
zigzagando, tramandato e prisco
tuttora di inverosimile prestigio
la Val di Chiana prospera,
che prenota agli occhi
una cartolina pennellata
e con stupore, che persino
infinità, ritarda nella nebbia.
Micrologus canta all’unisono.
Incontra luoghi, particelle,
e poi, Organum che impasta voci
in una sottigliezza
che sa di filo e di lana: disvelati sgoccioli
che si trastullano nell’atmosfera,
che in Piazza Grande si propalano
nell’aria.