Il volo di Filippo verso Abu Dhabi, mamma Sara: “Lo sport veicolo di socializzazione e inclusione”

Gli Special Olympics World Summer disputerà proprio nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, dal 14 al 21 marzo. Filippo fa parte della delegazione di aspiranti campioni aretini a caccia di medaglie nella città affacciata sul Golfo Persico. Per lui il Comune di Arezzo, con decisione unanime della Giunta, ha finanziato la quota di iscrizione alla competizione, aderendo alla raccolta fondi “Adotta un Campione” ideata dall’associazione sportiva dilettantistica Special Olympics Italia.
Il cavaliere Sarrini a Roma ha incontrato, insieme a tutti gli altri sportivi italiani, la presidente del Senato Elisabetta Casellati. Dopo una doppia visita al Coni e alla Camera, alla presenza del presidente dell’aula Roberto Fico, del premier Giuseppe Conte e del ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana, l’aereo di Filippo è decollato in serata, rotta verso Dubai, dove la delegazione azzurra si rilasserà e ambienterà per 3 giorni prima del trasferimento ad Abu Dhabi.
Roberto Sarrini e Sara Giusti, i suoi genitori, raggiungeranno negli Emirati il loro giovane cavallerizzo alla vigilia dell’inaugurazione dei Mondiali. Hanno seguito in streaming l’incontro in Senato. «Pippo? Tranquillissimo! Eravamo più emozionati noi di lui. “Ciao mamma, ciao babbo”, ha preso e se n’è andato via con i suoi amici», racconta Sara subito dopo la fine della diretta.
Bianca: Come avete accolto la notizia della convocazione agli Special Olympics?
Sara Giusti: Per noi è stata una gioia infinita, anche se un po’ ce l’aspettavamo. Quattro anni fa Filippo era stato scelto come riserva nazionale per i Giochi Mondiali a Los Angeles, quindi questa volta speravamo che fosse convocato. Il 2017 ha portato diversi problemi di salute per lui, con qualche ripercussione anche a livello sportivo. Per rimetterlo completamente in sesto io e Roberto abbiamo deciso di portarlo ad allenarsi a Marina di Torre del Lago Puccini, in provincia di Lucca, al maneggio della tecnica della nazionale azzurra di Special Olympics. In questo modo Filippo ha potuto recuperare tutto ciò che aveva perso per la paura che si era insinuata in lui. Da quasi 2 anni ci facciamo 4 ore di viaggio fra andata e ritorno, una, due o anche tre volte a settimana, a seconda dei periodi. È stato un bel sacrificio da parte di tutti, però per fortuna i risultati sono arrivati e ringraziamo l’associazione All Stars, soprattutto il presidente, che ha permesso questa collaborazione. È veramente bello che si pensi prima al benessere dell’atleta che al suo cartellino.
Bianca: Che significato ha lo sport per Filippo?
Sara Giusti: È stato il suo veicolo di socializzazione e inclusione. Anche la scuola che frequenta, l’Istituto Buonarroti – Fossombroni con indirizzo tecnico – sportivo, ha contribuito a farlo legare con i compagni e gli ha permesso di costruire varie amicizie. È entusiasta di qualsiasi sport, dal ciclismo alla corsa, dallo sci alla vela. In questi 5 anni ha partecipato a ogni gita e ha sperimentato tutte le discipline possibili e immaginabili, compresi il kayak e il windsurf. Questo gli ha permesso di consolidare i rapporti in classe, cosa che magari non sarebbe potuta avvenire mediante la sola didattica tradizionale da scuola superiore. L’equitazione poi è il suo secondo habitat. Noi diciamo sempre che, sul cavallo, Filippo ci mangia. Si rilassa completamente e questo succede con un essere vivente con un suo carattere e sue peculiarità. Non è così scontato che ci sia sinergia con i diversi cavalli con cui si allena.
Bianca: Avete un messaggio da mandare alle famiglie che vivono la disabilità?
Sara Giusti: Sono convinta che tutti abbiamo uno o più deficit. Bisogna avere la forza di vivere e di far vivere ai nostri familiari la disabilità in modo sereno, cercando di trovare il lato positivo anche dove all’inizio non si vede. È importante provare a tenere i nostri ragazzi speciali in mezzo alla gente il più possibile e non vergognarsi mai di loro, che ci aiutano a renderci conto di ciò che è giusto e delle priorità. Quante volte ci arrabbiamo se, quando scatta il verde al semaforo, l’auto davanti a noi non parte immediatamente? Invece il tempo c’è, comunque si arriva lo stesso. Bisogna imparare a far gustare la vita ai nostri cari e a far provare loro tutto: tentar non nuoce.