Kastalia, il Maestro Dalla Noce: “Quest’anno si va al Polifonico”

Il mito racconta che la sorgente di Delfi, dedicata alla Ninfa Kastalia, fosse particolarmente cara alle Muse. Un battesimo nel segno dell’Antica Grecia con cui l’ensemble di voci pari “in rosa” ha fatto sua la missione di catturare attraverso la musica una bellezza universale e senza tempo.
Con l’accompagnamento di strumenti o no, il repertorio di Kastalia si estende dal gregoriano al contemporaneo. Brani sacri e profani trovano posto nelle selezioni del coro, ma l’interesse per la figura femminile, autrice o protagonista del testo musicale, ricorre a prescindere dal genere e dall’epoca di composizione. “Note di donne“, per esempio, è il titolo della più recente esibizione dell’ensemble a Sansepolcro, lo scorso sabato 3 agosto.
Il Maestro Eugenio Dalla Noce, sul podio del direttore dalla fondazione del coro nel giugno 2017, ha in serbo grandi progetti per i prossimi mesi di Kastalia.
Bianca: L’unico uomo in mezzo a 18 coriste. Com’è lavorare con un gruppo solo femminile così numeroso?
Eugenio Dalla Noce: Facile e difficile allo stesso tempo. Da direttore, posso osservare alcune dinamiche che si ripetono sempre all’interno di realtà simili con occhio più distaccato e obiettivo. Questo è l’aspetto positivo. L’altra faccia della medaglia è che quando si parla di gruppi, indipendentemente dalla loro composizione, è necessario avere molta pazienza e capacità diplomatiche. Dirigo anche un coro maschile: è così per tutti, non ne faccio una questione di genere. Con gli uomini magari bastano una pacca sulla spalla e una birra per allentare la tensione; con le donne, le questioni si possono trascinare anche per mesi. Però quello che alla fine conta davvero è ‘stare in musica‘, trovarsi sulla stessa barca e remare nella medesima direzione. Tengo molto al gruppo, all’idea di squadra. Per questo cerco sempre di calmierare e mitigare in occasione dei piccoli attriti che via via si verificano. Serve stare bene insieme per cantare bene.
Bianca: Quali sono state le tappe fondamentali nel percorso di vita di Kastalia?
Eugenio Dalla Noce: Dopo appena 20 giorni dalla nostra fondazione abbiamo partecipato al concorso regionale Coro Più a Livorno. Da subito abbiamo ricevuto una bella motivazione, vincendo il primo premio come progetto corale in fascia d’eccellenza. Nei successivi due anni, oltre 60 concerti e altri due concorsi internazionali. Sia a Sestri Levante che a Cattolica abbiamo ottenuto il primo posto nella nostra categoria. Insomma, ‘l’olio nel lume‘, per dirlo all’aretina! Stare bene come squadra è importante quanto le uscite. A luglio siamo stati due giorni in Friuli, invitati dal Coro Monteverdi di Ruda, un gruppo blasonato. Lì abbiamo partecipato a concerti a Udine e Pordenone. Portare in giro il nome di Arezzo, la nostra idea di canto e interpretazione ci dà una spinta forte.
Bianca: Quali impegni, invece, nel futuro del coro?
Eugenio Dalla Noce: Abbiamo già appuntamenti fino a ottobre 2020. Penso che la nostra agenda funzioni un po’ da termometro per far capire che la strada intrapresa è quella giusta. Ad Arezzo, Kastalia si esibirà a novembre, per il Concorso Polifonico Nazionale ‘Guido D’Arezzo’. Abbiamo deciso di fare la ‘pazzia’. Non avrei mai osato nemmeno pensare di partecipare a questa competizione, ma le coriste sono state immediatamente d’accordo e già adesso si sente l’emozione. Un conto è andare fuori, mentre cantare qui ad Arezzo significa mettersi in gioco fortemente. Ma è proprio questo che ci spinge ad andare avanti e a crescere: vogliamo alzare l’asticella.