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domenica | 06-04-2025

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Moby Dick festival, Elisa Erica Sommaruga: “Personalità di qualità, Terranuova come Davos”

Una cittadina della provincia toscana come set di un festival in fasce, che pullula di volti prestigiosi. Dal 3 al 7 aprile il Moby Dick Festival tornerà a solcare Piazza della Repubblica, nel cuore di Terranuova Bracciolini, con personaggi di spicco della scena pubblica italiana ed internazionale, ospiti della seconda edizione alle porte.

Ce n’è veramente per tutti i gusti. Politica, letteratura, giornalismo, arte. Per accorgersene basta scorrere l’elenco dei partecipanti. Nando Dalla Chiesa, Enrico Letta, Laura Morante, Tahar Ben Jelloun, Vittorio Sgarbi, Stefano Massini, Federica Angeli, Massimo Cacciari, Federico Rampini, Antonio Caprarica, Ferruccio De Bortoli, sono solo una parte dei protagonisti che animeranno la kermesse con interventi accomunati da un unico tema: il potere delle parole.

L’evento, organizzato dal Comune di Terranuova Bracciolini, scaturisce dall’idea di Elisa Erica Sommaruga e Paolo Martini, due imprenditori appassionati frequentatori di appuntamenti culturali in giro per l’Italia. Per la loro invenzione hanno scelto lo stesso nome della celebre balena bianca al centro del romanzo di Herman Melville. Moby Dick come metafora di una ricerca collettiva verso tutte le direzioni in cui le parole possono trasportare il dibattito.

Non c’è interlocutrice migliore di Elisa Erica Sommaruga, direttrice artistica del festival, per esplorare l’essenza del viaggio sulla scia della balena che sta per cominciare.

Bianca: Fin dove arriva il potere delle parole? Quali sono lo scenario migliore e quello peggiore che riesce a immaginare?

Elisa Erica Sommaruga: Per lo scenario peggiore, cito Tahar Ben Jelloun. Secondo lui la lotta contro il razzismo inizia con un lavoro sul linguaggio. Se non ridiamo nuovo senso e valore alle parole che ci rappresentano, probabilmente non riusciremo a vincere. Riguardo invece allo scenario migliore, mi viene da dire che dobbiamo semplicemente tornare a esaltare le singolarità di ognuno di noi e a pensare la parola come un corpo, come dice Massimo Recalcati. La parola può essere una pietra e fare male, ma può essere anche una bolla di sapone, quindi qualcosa di molto leggero. Siamo fatti di parole, le respiriamo, le viviamo. Le nostre parole siamo noi.

Bianca: Gli ospiti del festival provengono da campi completamente diversi. Questi mondi si parlano a sufficienza?

Elisa Erica Sommaruga: È una scelta assolutamente voluta. Per esempio, la conversazione che si terrà tra Marcello Fois e Massimo Bray sarà un intervento focalizzato proprio sul ruolo dell’intellettuale. Spetta a questa figura ricordarci in quanti e quali modi si possano usare le parole e di non accontentarci dei soliti termini che utilizziamo. È importante soprattutto parlare avendo in mente uno scopo preciso, cosa si vuole dire, e dare profondità ai nostri messaggi. Noi riteniamo che queste realtà non dialoghino abbastanza. Forse potrebbero fare tutti un po’ di più.

Bianca: Quali sono le parole di cui hanno più bisogno il nostro tempo e il nostro Paese?

Elisa Erica Sommaruga: Trovo che siano parole di verità e di approfondimento, che possono piacere come no. Il fine profondo di questo festival è mettere ognuno di noi a conoscenza del fatto che ci vuole cultura per riuscire a ergersi con pensieri e riflessioni di un certo significato.

Bianca: Cosa desiderate nel futuro del Moby Dick Festival? Portare cultura lontano dalle metropoli vi è mai suonato come un azzardo?

Elisa Erica Sommaruga: Noi vorremmo mettere in piedi una piccola Davos a Terranuova Bracciolini. Far convergere e presentare qui personalità “di qualità garantita”, che abbiano dimostrato nella loro carriera professionale coerenza e molte altre qualità. E soprattutto vorremmo sentire un pensiero diverso, che possa illuminarci in qualche modo, o anche da cui possiamo prendere le distanze. Nel dare vita al festival siamo stati mossi dalla passione. In effetti siamo stati sfiorati dall’idea che fosse azzardato, ma dopo averlo già messo in piedi. La cosa è diventata più grande di quanto ci aspettassimo, per l’importanza che ha cominciato ad assumere rispetto ai tempi. Ma alla fine dei conti pensiamo che sia una cosa buona, perché tutti dovrebbero avere le medesime opportunità. Io vengo da una grande città come Milano, quindi posso scegliere ogni giorno di nutrirmi di tante cose. È un gran peccato che Terranuova Bracciolini non possa farlo. Perciò, assecondando un moto di generosità, abbiamo cercato di portare qui persone di spicco, per tutto il Valdarno.

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Il programma di Moby Dick Festival 2019

L’anteprima del festival Moby Dick il 3 aprile (ore 21) con Federico Buffa, giornalista sportivo e volto tv, autore di spettacoli teatrali di successo, che si racconta a Benedetto Ferrara.  4 aprile, il pomeriggio, lo scrittore Vanni Santoni, seguito dagli interventi di Pietro Grifoni, Daniele Zovi e in chiusura il regista Giovanni Veronesi (ore 22).

5 aprile: il giornalista Federico Rampini (ore 21) con il suo nuovo libro pubblicato con Mondadori “Quando inizia la nostra storia”.

Ospiti Umberto del Guasta, l’attrice e regista Laura Morante insieme ad Antonio Gnoli (ore 18), Nando Dalla Chiesa in un incontro sulla bellezza dell’insegnare e del vivere in università raccontate nel suo libro per Bompiani “Per fortuna faccio il prof” (ore 19) e con lo storico e volto tv Alessandro Barbero (22,30).

Lo scrittore francese più tradotto al mondo, Tahar Ben Jelloun, è l’ospite della giornata di sabato 6 aprile (ore 21) intervistato dall’antropologo Marco Aime sul suo ultimo libro “La punizione”. Lo precede il romanziere e autore teatrale Stefano Massini con un intervento dal titolo “Le parole ti salvano la vita” (ore 19) e, dalle ore 12, sotto la tensostruttura di piazza della Repubblica Padre Stein con Suor Elena, Carlotta Sami con Marco Aime, Massimo Cacciari con Antonio Gnoli, e l’ex- premier Enrico Letta (ore 16) che in compagnia della giornalista Alessandra Sardoni rifletterà sui passaggi che hanno portato l’Italia nelle mani del governo gialloverde così come racconta nel libro “Ho imparato” (Il mulino); poi ancora Peter Schneider con Stefano Vastano, il cantante Niccolò Fabi (ore 18), e in chiusura di giornata Mikael Colville-Andersen, tra le voci più influenti quando si parla di qualità urbana e uno dei massimi esperti di mobilità (ore 22).

Il programma di domenica 7 aprile apre alle 11 con il giornalista Rai Antonio Caprarica e il suo ultimo libro “Royal Baby” (Sperling & Kupfer). A seguire la giornalista Federica Angeli, sotto scorta dal 2013 per le sue inchieste sulla mafia romana (ore 12), e poi Lucio Caracciolo, Vittorio Emanuele Parsi con Marina Calculli, Marcello Fois con Massimo Bray, Sebastiano Caputo e, alle 18, Gianrico Carofiglio con Ferruccio De Bortoli. Poi ancora lo scrittore francese Edouard Louis con Anais Ginori, Vittorio Sgarbi (ore 21) e Beppe Severgnini (ore 22). Lo scrittore israeliano David Grossman sarà infine protagonista di un appendice del festival, Moby Dick off, il 18 maggio alle ore 18.

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