Quella sera in cui il Verdi diventò la Broadway di Monte San Savino

Platea o gallerie fa lo stesso: per l’ingresso a teatro basta un’offerta libera, ma i posti si prenotano solo presentandosi a partire da circa un’ora prima dello spettacolo. Il ricavato della serata verrà devoluto ai quattro quartieri storici del paese.
L’iniziativa, promossa da Monteservizi, pro loco e Comune, mette in pratica l’idea di tre ragazzi del posto. Valorizzare con uno show gli artisti nascosti di Monte San Savino? Perché no, si sono risposti Filippo Dell’Artino, Niccolò Bennati e Davide Coradeschi.
Sei le performance che andranno in scena sul palco del Verdi e spazieranno dal canto al ballo, passando per la poesia, new entry di quest’anno. Arezzo24 ne parla con uno degli organizzatori.
Bianca: Chi sono i protagonisti del Monte’s Got Talent 2019?
Filippo Dell’Artino: Si tratta di persone che vivono quasi tutte a Monte San Savino, dai bambini agli adulti. I cantanti sono i più numerosi, anche se abbiamo cercato di proporre varie discipline. Ovviamente tutte le esibizioni vanno lette in chiave ironica. Sarà uno spettacolo molto leggero e brillante, nessuno si prenderà troppo sul serio.
Bianca: Come funziona un talent show di paese?
Filippo Dell’Artino: All’inizio c’è stata la “selezione” dei partecipanti: alcuni li abbiamo cercati noi, altri si sono proposti per incontrarci e spiegarci più o meno quello che volevano fare. Durante la serata la giuria voterà l’esibizione vincitrice, quella che otterrà il punteggio più alto. Il premio sarà un semplice trofeo, dato che si tratta di una competizione allegra con cui proviamo solo a movimentare Monte San Savino. Abbiamo voluto coinvolgere il più possibile le associazioni e le realtà del paese. Quest’anno abbiamo deciso di regalare l’incasso ai quartieri, infatti i loro capitani faranno parte della giuria.
Bianca: Quali sono stati i momenti memorabili dell’edizione 2018?
Filippo Dell’Artino: Un po’ tutto! Come per molti dei partecipanti nemmeno noi organizzatori avevamo mai fatto nulla del genere, è stata la nostra prima volta. L’anno scorso avevamo come ospite d’onore il comico Santino Cherubini, il Penna, che ha tenuto banco da solo sul palco per quasi mezz’ora. Stavolta invece facciamo tutto da soli.
Bianca: Come si aspetta in paese questo evento? Pensate che sia un modello esportabile?
Filippo Dell’Artino: Già alla prima edizione la partecipazione del pubblico è stata molto più ampia di quanto ci aspettassimo. Siamo riusciti a riempire il teatro e abbiamo dovuto anche mandare via qualcuno perché erano finiti i posti. Quest’anno, anche grazie al passaparola, l’attesa c’è. E sì, crediamo che uno spettacolo del genere si possa replicare dappertutto: è un’idea originale, ma basta trovare le persone per farlo. Qui a Monte San Savino gente che si presti a cimentarsi in un talent show non manca, nel corso del tempo sono state organizzate iniziative simili, anche se magari non con questo format. Noi ci siamo inseriti in uno spazio rimasto vuoto da alcuni anni, cercando di rinnovare un po’.