Viaggio a Rondine, là dove si costruisce la pace e il conflitto diventa opportunità

Anche quest’anno, nella Cittadella della Pace di Rondine, alle porte di Arezzo, si è discusso di conflitto: la quarta edizione di YouTopic Fest ha proposto 11 eventi e i contributi di più di 50 relatori da tutto il mondo.
Attraverso incontri, dibattiti, laboratori, mostre e concerti, l’evento ha proposto un’analisi costruttiva del conflitto, come opportunità, più che come ostacolo al vivere insieme.
Tra gli ospiti, i nomi di Stefano Zamagni, padre dell’economia civile e Lisa Clark, rappresentante italiana di Ican, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari che nel 2017 ha vinto il premio Nobel per la Pace. Un dialogo globale che invita cittadini, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, giornalisti, accademici, artisti e giovani, a unire le forze nel ruolo di protagonisti attivi dell’iniziativa.
Il festival ha scandagliato economia, società, ambiente, diritti, leadership, comunicazione, alla ricerca di un nuovo modello universale di convivenza e sostenibilità. Un fine ambizioso e nobile, che va di pari passo con la mission generale dell’associazione Rondine Cittadella della Pace, un’organizzazione internazionale impegnata dal 1997 in attività volte a ridurre i conflitti armati nel mondo. La metodologia rivoluzionaria che la onlus cerca di esportare, punta a neutralizzare lo scontro, modellandolo creativamente.
Non è casuale che la World House – Studentato internazionale rappresenti il cuore dell’associazione, la sua offerta formativa più interessante. Si tratta di un percorso biennale di istruzione e convivenza (“forzata” ma volontaria) fra giovani provenienti da Paesi con guerre in corso o appena concluse. Così, persone apparentemente destinate a considerarsi nemici, vengono formate per diventare leader da restituire alle loro nazioni come portatori di pace.
A capo di questo originale sistema anti-conflitto c’è Franco Vaccari, fondatore e presidente dell’associazione Rondine Cittadella della Pace.
Bianca: Quali sono secondo lei i conflitti del nostro tempo da tenere più sott’occhio?
Franco Vaccari: Da un certo punto di vista, paradossalmente la questione ambientale fa diventare secondario anche il tema della guerra, perché se salta il pianeta saltiamo tutti. L’approccio di Rondine ci fa constatare che la modernità ha portato con sé una frattura che attraversa tutte le relazioni. Quella dell’uomo con l’ambiente e con i suoi simili, il rapporto fra gruppi sociali, ricchi e poveri, Nord e Sud, le relazioni all’interno della famiglia e tra generazioni. L’iper-conflittualità è la caratteristica della nostra epoca. Bisogna mettere mano a questo problema, ma la cultura in materia è terribilmente arretrata. Se non sappiamo entrare nei conflitti di qualunque tipo e orientarli in maniera utile, ci distruggeranno – Terra compresa.
Bianca: In che modo il festival si inserisce nel lavoro della vostra organizzazione?
Franco Vaccari: Rondine vuole mettere i ragazzi al primo posto. Molti parlano dei giovani, ai giovani, sui giovani ma non li fanno parlare. Li piazzano sempre su uno strapuntino o li utilizzano al momento opportuno. Invece noi facciamo una scelta forte e duratura. Io uso sempre un’immagine: la struttura di Rondine è come la montatura di un anello, ma il brillante sono i ragazzi. Ci teniamo a mettere i giovani in una posizione di assoluto protagonismo, anche perché crediamo che loro abbiano più libertà di pensiero e di azione rispetto agli adulti. Siccome siamo in un mondo completamente nuovo, l’esperienza è un valore da non buttare assolutamente via ma serve fino a un certo punto. Abbiamo bisogno di gente che osi, provi, sbagli e questa attitudine è una caratteristica più dei ragazzi che degli adulti.
Bianca: Come spiegherebbe il Metodo Rondine a chi non ne ha mai sentito parlare?
Franco Vaccari: Tu hai un conflitto? Bene. O ti distruggerà o sarà la via della tua crescita e del tuo benessere. Non puoi non passarci attraverso, evitarlo è l’inizio della tua rovina.
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