Contagi da Covid sul lavoro in aumento nell’aretino, più colpite le donne

Secondo il recente rapporto Inail appena presentato, i contagi da coronavirus sul luogo di lavoro a livello nazionale hanno ormai superato la soglia dei 131.000. In questo scenario la Toscana con 7.177 casi rappresenta il 5,5% degli infortuni sul totale italiano; di questi 5.276 sono donne (73,5%), mentre 1.901 (26,5%) sono uomini.
Una lettura del report e del suo trend crescente la forniscono gli esperti legali, che osservano come nel rapporto azienda-lavoratore in materia di coronavirus vi sia un aspetto di criticità nel relazionarsi con le autorità sanitarie locali: “L’impasse“, spiega l’Avv. Irene Pudda di Rödl & Partner, esperta in privacy e labour compliance, “è dovuta al fatto che il datore di lavoro non è autorizzato a comunicare ai colleghi il nominativo di un dipendente risultato positivo. L’azienda è tenuta a fornire all’autorità sanitaria locale le informazioni necessarie perché quest’ultima possa assolvere ai compiti previsti dalla normativa emergenziale e, contemporaneamente, ha facoltà di domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali. Ma è l’autorità sanitaria locale che ha la potestà di contattare i lavoratori per poi applicare le opportune misure di quarantena“.
Il rischio così facendo è che le aziende lascino operativi interi reparti o uffici, con il pericolo di diffusione del virus non solo fra i dipendenti che sono stati a contatto diretto con il soggetto contagiato ma anche tra i loro familiari e conoscenti.
“Tuttavia non si può fare diversamente“, chiarisce l’Avv. Pudda, “la procedura è volta a tutelare la privacy del lavoratore risultato positivo al Covid. Certo, come è facile immaginare procedere alla disinfezione della postazione di lavoro, delle attrezzature utilizzate e degli spazi comuni frequentati dal dipendente, domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali, nonché isolare o chiudere gli uffici in cui il dipendente ha lavorato garantendone allo stesso tempo la totale riservatezza è di difficile applicazione“.
Nel dettaglio della rilevazione dell’Inail in Toscana, le denunce di infortunio causa Sars-Cov-2 sono per il 35,4% dei casi localizzate nella provincia di Firenze con 2.538 episodi, seguita da quella di Pisa con 817 (11,4%), Prato con 711 (9,9%), Lucca con 685 (9,5%), Massa-Carrara con 596 (8,3%), Pistoia con 521 (7,3%), Livorno con 506 (7%), Arezzo con 403 (5,6%), Grosseto con 212 (3%) e infine Siena con 188 (2,6%).
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