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sabato | 05-04-2025

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GKN. Fiom-Cgil Arezzo: pieno sostegno all’ iniziativa di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori

“In questi giorni – si legge nella nota del Sindacato – ciò che ha destato maggiore sconcerto e sdegno nell’opinione pubblica, è stata la modalità con la quale è stato comunicato ai lavoratori la decisione di chiudere il sito e di conseguenza il licenziamento delle maestranze. Atto vile, nella sua brutalità, ma che non deve sviare l’attenzione dal problema più grave e dal pericolosissimo precedente che rischia di crearsi in una delle aziende più altamente sindacalizzate e con una forte capacità di mobilitazione. Un’azienda che ha all’attivo importanti commesse con altrettanto importanti committenti, che non ha effettuato procedure di ammortizzatori sociali, che ha investito nell’impianto cifre importanti fino a poco tempo fa. Non è tollerabile che in tale contesto un fondo di investimento al solo scopo di effettuare una mera speculazione sul valore azionario, chiuda una realtà aziendale di tale portata, gettando in mezzo alla strada famiglie e un territorio intero, lasciando dietro di sé, là dove un tempo vi era lavoro ed emancipazione attraverso un’occupazione di qualità, soltanto macerie e distruzione. Siamo stanchi di questi predoni che mossi esclusivamente dalle logiche del profitto e del liberismo selvaggio, vengono a depredare interi territori”.

La Segreteria Fiom-Cgil Arezzo

Gkn, Acli Toscana: “Il Governo studi misure preventive per evitare nuovi drammatici casi”

Il presidente regionale Giacomo Martelli: “La garanzia del lavoro oggi deve essere la priorità assoluta del nostro Paese” 

La vicenda Gkn è uno schiaffo dolorosissimo che deve far prendere coscienza alle istituzioni. Oggi occorrono misure preventive per evitare nuovi drammatici casi sul territorio. La garanzia del lavoro oggi deve essere la priorità assoluta del nostro Paese. E’ stato convocato un tavolo al ministero dello Sviluppo economico. Una scelta giusta e doverosa, perché il caso di Gkn è il simbolo di una situazione che potrebbe ripetersi in altre fabbriche della Toscana e pure a livello nazionale se non viene dato un messaggio forte e concreto. Va scongiurato il pericolo dell’emulazione. Trattiamolo come un problema italiano a lungo termine, che potrebbe accentuarsi quando terminerà per tutte le imprese il blocco dei licenziamenti. Bisogna accettare che non si tratta solo del comportamento riprovevole di una singola azienda, ma c’è un sistema legislativo che non è in grado di evitare questa realtà. La delocalizzazione, inaccettabile, è un rischio da considerare con aziende straniere orientate al profitto e per cui occorrono contromisure. Non possiamo permettere di giocare con la vita e la dignità dei dipendenti, a cui oggi va tutta la nostra vicinanza e solidarietà”.

Lo afferma Giacomo Martelli, presidente di Acli Toscana. 

“Serve che il Governo valuti penali importanti contro chi adotta queste strategie e al tempo stesso che lavori per rafforzare le relazioni diplomatiche tra Paesi. Dall’altra parte però – aggiunge Martelli – va reso più allettante il nostro Paese: dare un terreno fertile alle aziende per incentivarle a venire e restare, senza bisogno di guardare altrove. Capiamo le motivazioni dietro queste scelte. Perché, appunto, non si tratta di un fallimento, ma di delocalizzazione. Non possiamo limitarci a reagire con rabbia e rigetto, ma dobbiamo studiare a fondo le necessità delle imprese per sgravare le loro difficoltà”.

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