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lunedì | 31-03-2025

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Giornata Mondiale per la consapevolezza sull’autismo: disturbi dello spettro autistico, un incontro a Castiglion Fiorentino per riconoscere i segni precocemente. Un aiuto dai nidi di infanzia per intervenire rapidamente

Riconoscere precocemente i segnali del disturbo dello spettro autistico. È questo il tema che sarà trattato il 2 aprile in occasione della Giornata Mondiale per la consapevolezza sull’autismo, a Castiglion Fiorentino presso la Casa di comunità di via Madonna del Rivaio.
Un incontro aperto agli educatori degli asili nido d’infanzia che avrà come obiettivo sia quello di fornire le indicazioni utili ad identificare i segni di sviluppo atipico legati a situazioni di rischio per il disturbo dello spettro autistico, che le modalità per comunicare alla famiglia la necessità di rivolgersi ai servizi territoriali per eventuali approfondimenti clinici.
L’incontro di formazione ha anche l’obiettivo di illustrare gli interventi disponibili sul territorio al fine di promuovere un lavoro di rete, attraverso la condivisione di strategie di supporto per lo sviluppo delle competenze comunicativo-relazionali nei bambini.

«I nidi di infanzia sono contesti privilegiati per osservare i bambini in ambiente naturale: è qui, infatti, che l’interazione con i pari e la continua stimolazione comunicativa permette di evidenziare le traiettorie di sviluppo a rischio – spiega la dr.ssa Anna Giommoni, neuropsichiatra infantile responsabile UFSMIA Valdichiana Aretina -. L’osservazione è lo strumento chiave per riconoscere comportamenti atipici e gli educatori svolgono un ruolo cruciale nell’identificare precocemente i segni di un possibile rischio di disturbo dello spettro autistico».

«La comunicazione degli educatori con la famiglia di quanto osservato, è un passaggio delicato ma essenziale – prosegue Giommoni -. Rilevare eventuali segni atipici e condividerli con i genitori permette un invio precoce ai servizi competenti per una valutazione diagnostica tempestiva e l’attivazione di interventi mirati, in modo da migliorare le competenze comunicativo-relazionali e ampliare gli interessi del bambino. Infatti, sfruttando la plasticità cerebrale in una fase di sviluppo particolarmente ricettiva (fascia di età 0-3 anni), attraverso una adeguata stimolazione, è possibile influenzare positivamente le traiettorie evolutive del bambino. Sono interventi che richiedono un lavoro di rete tra professionisti, famiglia e agenzie educative per assicurare un supporto integrato e coordinato».

L’incontro si terrà il 2 aprile dalle 17 alle 19 presso la Casa della Comunità di via Madonna del Rivaio, 87 e vedrà gli interventi della dr.ssa Anna Giommoni, neuropsichiatra infantile responsabile UFSMIA, dr.ssa Silvia Cantelli, psicologa e psicoterapeuta UFSMIA con il progetto di “Psicoeducazione Familiare e Autismo”, della dr.ssa Giulia Tanganelli, educatrice del Progetto di “Psicoeducazione Familiare e Autismo” e la dr.ssa Sara Falchi, educatrice Professionale UFSMIA.

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