L’Arezzo atteso dalla sfida col Milan Futuro senza tifo della Curva. Bucchi: “Voglio vedere fame di vittoria e mentalità offensiva”

Questa sera alle 19.30 l’Arezzo scenderà in campo allo stadio “Città di Arezzo” contro il Milan Futuro, nel match valido per la 33^ giornata del girone B di Serie C. I rossoneri si presentano come una formazione giovane ma talentuosa, mentre gli amaranto, in piena corsa per un posto nei playoff, cercano risposte dopo una serie di risultati altalenanti. I tifosi della, Curva Lauro Minghelli hanno annunciato l’assenza dagli spalti per protesta contro la presenza in campionato delle squadre B, protesta inscenata anche contro la Juventus Next Gen e nella gara di andata sul campo del Milan Futuro.
In conferenza stampa, il tecnico Cristian Bucchi ha tracciato la rotta per la gara: “Serve quella voglia di vincere che ad Ascoli non ho visto. Le nostre ultime sconfitte non sono frutto della bravura degli avversari, salvo la gara contro la Ternana: sono state più responsabilità nostre”, ha sottolineato l’allenatore amaranto, che non vuole più cali di tensione.
Bucchi ha ribadito la propria filosofia di gioco, preferendo parlare di atteggiamento più che di moduli: “Non mi interessa il sistema, ma i concetti. Anche contro il Milan Futuro vedrete un Arezzo propositivo, con l’obiettivo di comandare il gioco”.
Sul fronte formazione, spazio alle valutazioni dell’ultima ora, ma alcune idee sembrano già chiare: “Santoro è il sostituto naturale di Guccione, se deciderò di giocare con un mediano davanti alla difesa. Anche per rimpiazzare Tavernelli ho più opzioni”.
Parlando degli avversari, Bucchi non ha nascosto il rispetto per la qualità dei giovani rossoneri: “Affronteremo una squadra con tanti giovani interessanti, rinforzata da elementi esperti come Camporese, Branca e Magrassi. Non sarà una gara semplice, ma tutto dipenderà da noi”.
Infine, una riflessione sulla contestazione dei tifosi, che hanno annunciato l’assenza dagli spalti: “Mi dispiace, ma è giusto che decidano liberamente. Ho chiesto ai ragazzi di giocare con leggerezza, senza farsi condizionare. Se il pubblico è esigente, è perché ha stima nei confronti di questi calciatori”.
E su uno dei problemi più evidenti dell’Arezzo, la difficoltà nel trovare la via del gol, l’allenatore è stato chiaro: “Deve scattare qualcosa nella testa dei ragazzi. Se voglio essere un grande centravanti, un grande esterno, una grande mezz’ala… devo segnare 20 gol, 10 gol, 6 o 7 gol. Altrimenti resto un buon giocatore e basta, confinato nella mediocrità”.